Comunicato stampa ospedale

Ma le cose devono andare male per forza? Abbiamo la capacità di godere dei risultati raggiunti? Perché sembra che sul Centro di Lamon l'oscuro interesse sia quello di indebolirlo fino a metterlo davvero in crisi, reale a quel punto!
Siamo tutti consapevoli vero che questi periodici allarmi, tutti locali, lanciati sui giornali hanno come primo e sicuro effetto di minare l'immagine e l'attrattività esterna del nostro Centro?
È incredibile che noi stessi squalifichiamo Lamon come centro di lungodegenza mentre tutti fuori sanno che è un Centro di Riabilitazione coi fiocchi! I giornali li leggono anche fuori Lamon, e anche dai potenziali utenti della nostra Riabilitazione. Un danno che ci facciamo da soli, e questa volta non possiamo chiamare in causa nessuno. Dunque, il 10 dicembre sono state pubblicate dalla Regione Veneto le schede ospedaliere. Per il Centro di Lamon sono stati previsti posti letto in più, altrove non è andata così. Complessivamente i posti aumentano fino a 62 di cui 8 di lungodegenza. Conosciamo già la tesi del complotto: gli 8 posti di lungodegenza sono solo il primo segnale di un disegno per ora segreto di trasformare il Centro in una Casa di Riposo dopo aver trasferito la Riabilitazione a Feltre. Sembrerebbe dunque confermato l'incubo del "tutto se ne va a valle".
Alcuni rilievi:
1. Per adesso, abbiamo una scheda ospedaliera chiara che parla di potenziamento. La Direzione dell'Ussl di Feltre è ora chiamata a dare attuazione al piano programmatorio della Regione, compatibilmente con le risorse disponibili. E qui entrano in gioco i fondi di confine (che sono, è bene ricordarlo, uno degli esiti del referendum di Lamon).
2. Tecnicamente, i percorsi riabilitativi seguiti dai vari pazienti e che vengono offerti da un Centro specializzato come il nostro non possono che essere di diverso tipo e di diversa durata, caso per caso. Per i pazienti che necessitano di percorsi riabilitativi prolungati esiste ora a Lamon la possibilità di degenze più lunghe e quindi adeguate alle diverse esigenze di recupero, con un occhio di riguardo anche a quei pazienti colpiti da patologie più serie. Queste sono considerazioni tecniche e mediche, da professionisti del settore e dai quali dipende la buona organizzazione del servizio. Noi non siamo tutti esperti di tecniche riabilitative, vero? O facciamo come in occasione della partite di calcio dove siamo tutti allenatori?
E rispetto a quando ci siamo costruiti l'Ospedale non sono cambiati solo il mondo e la politica: è cambiata anche la scienza medica e le modalità con cui i servizi sanitari vengono organizzati ed erogati ai cittadini. Non è solo una questione di risparmio, è anche una questione di qualità dell'assistenza sanitaria prestata. Quel che interessa è curarsi in centri ben attrezzati (come il nostro) e con medici ad alta professionalità (caso mai, il problema che si pone per noi è l'accessibilita agli ospedali, ma questo è un altro discorso...). La scelta di convertire il nostro piccolo ospedale generico in Centro Specializzato di Riabilitazione è stata giusta.
3. Se davvero esiste un disegno segreto siamo qui per scoprirlo. Quando si tratta di salvaguardare Lamon, non ci siamo tirati indietro, mai e con nessuno. E non solo con i proclami, ma con impegno e costanza, perché l'unica soddisfazione che per noi vale è il risultato concreto. Di sicuro non la visibilità.
4. Confermiamo invece che il Comune di Lamon continuerà a lavorare perché il programmato potenziamento del nostro Centro diventi presto realtà, anche destinando risorse dai fondi di confine qualora si rendesse necessario. Purché l'investimento si faccia. Ricordiamo anche che il Trentino ha già manifestato l'interesse ad usufruire dei servizi resi dal nostro Centro. E sull'opportunità di investire fondi di confine sull'Ospedale, basta ricordare i pullman di lamonesi a Venezia, le proteste, l'albero di Natale secco in piazza quando si parlava di chiusura dell'ospedale. Davvero per Lamon l'ospedale non è economia?
5. Infine, va detto che proprio non ci mancano i temi veri e concreti che dovrebbero attirare la nostra attenzione: in questi giorni siamo impegnati con l'Ussl nella riorganizzazione del servizio dei medici di base. Questo servizio sarà presto investito da importanti novità potenzialmente migliorative e qualificanti, ma che dobbiamo assolutamente adeguare al nostro contesto montano. Non è una piccola partita: abbiamo comunque, come è successo con il Centro di Riabilitazione, instaurato un costruttivo rapporto con la Direzione dell'Ulss, disponibile a garantire la risposta migliore.

Vania Malacarne

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