Nata ad Arina la famiglia ex Emigranti

17 agosto 2013

De Bona ha consegnato il Gonfalone della nuova associazione, la ventesima in provincia di Belluno, sono cento nel mondo

LAMON. Se c’è un paese che ha fatto dell’unità uno dei tratti caratteristici, quello è Arina di Lamon. E una dimostrazione l’ha data nelle ultime settimane con la sagra, l’inaugurazione dei dipinti che abbelliscono la chiesa e con la nascita della Famiglia ex Emigranti.

Il giorno di Ferragosto sono saliti ad Arina per la consegna del gonfalone, il presidente dell’Abm Oscar De Bona e molti rappresentanti del mondo dell’emigrazione bellunese, accolti dal vice sindaco Mauro Campigotto.

«La nuova associazione - detto Campigotto - potrà contribuire alle attività del nostro paese, perchè con lo sforzo di tutti si possa andare avanti. Arina è una comunità viva, lo dimostra giorno per giorno, grazie ad iniziative come questa». Il tema dell’emigrazione è stato ovviamente al centro della giornata. Lo stesso don Vittorio, parroco di Arina per venti anni, ha ricordato l’esodo forzato che ha svuotato il paese. E di fronte alla crisi dei nostri giorni, Campigotto si è augurato che le istituzioni riescano a dare risposte ai giovani in cerca di lavoro, cosa che in passato non sono riuscite a fare.

Severino Malacarne, uno dei promotori della nuova famiglia (che ha come presidente Fiore Gaio), ha spiegato come tutto sia nato dalla volontà di tenere una memoria dell’emigrazione. «Abbiamo sopportato di tutto pur di riuscire ad assicurare un avvenire migliore. Ora vogliamo dimostrare che possiamo renderci ancora utili al nostro paese».

È toccato al presidente dell’Abm De Bona, ricordare come «gli emigranti sono “utili” da decenni ai loro paesi», non solo quando ritornano in patria dopo una vita di sacrifici.

La Famiglia ex emigranti di Arina è la ventesima nata nel Bellunese, mentre le Famiglie degli emigranti bellunesi sparse nel mondo sono cento.

«Iniziative come questa sono ossigeno per le comunità» ha ricordato De Bona.

Il tema dell’emigrazione non deve però restare solo nella memoria di chi è partito, ha vissuto all’estero, e in qualche caso è tornato al proprio paese. Per questo l’Abm ha avviato una iniziativa con l’Ufficio scolastico provinciale, in modo che nel prossimo anno scolastico il tema dell’emigrazione venga affrontato nelle scuole. «Non rientra nei programmi scolastici, ma dovrebbe essere conosciuto dai nostri ragazzi», affidandosi quindi anche alla sensibilità dei docenti e dei presidi. E rivolgendosi ai giovani presenti ha aggiunto: «Se i vostri nonni vi parlano della loro vita da emigranti, non prendetela come una predica ma ascoltateli, è una lezione gratuita di vita».

Fonte: Corriere delle Alpi
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La solitudine è il male della montagna

13 agosto 2013

di Laura Milano

Nella serata di Lamon dedicata al disagio, l’appello del sindaco Malacarne: «Dobbiamo coinvolgere i giovani»

LAMON. «Dobbiamo combattere la solitudine che troppo spesso caratterizza le nostre comunità. Solo così possiamo intercettare quel disagio esistenziale che in montagna è più profondo che altrove. Il Comune cerca di fare la sua parte, ma ognuno è chiamato a rendersi parte attiva». Questo l'appello lanciato dal sindaco di Lamon Vania Malacarne nel corso della serata conclusiva della rassegna "Una montagna di ragioni per restare" che sabato nella chiesetta di San Daniele ha visto la partecipazione del sociologo Christian Arnoldi. Il professionista si è soffermato sul disagio esistenziale di chi vive in montagna, la mancanza di opportunità e alternative, il senso di spaesamento che spesso coinvolge le fasce più deboli e i giovani.

Tra i punti toccati nel corso della serata c'è stato quello delle dipendenze, dall'abuso di sostanze alcoliche al ricorso sempre più massiccio alle droghe. Sul tavolo anche l'indagine “Giovani in Rilievo” dell'Usl 2 che due anni fa aveva fotografato la condizione giovanile nella montagna veneta, squarciando il velo su abitudini e stili di vita spesso pericolosi. Lo studio che ha coinvolto 99 Comuni montani di cui 64 nel Bellunese, ha evidenziato che in montagna l'alcol diventa moda e rito di iniziazione, la droga uno stimolo per abbattere i muri esistenziali e le esperienze spesso sono al limite. È vero anche che c'è una maggiore propensione ai suicidi e all'uso di psicofarmaci, soprattutto fra le femmine. Di contro, però, c'è una gioventù propensa al sacrificio, al lavoro autonomo e alla volontà di realizzarsi fra le proprie montagne. Per non parlare del volontariato e dell'associazionismo sportivo, un dato costante e rassicurante.

«Nonostante le tecnologie abbiano avvicinato la montagna alle città», ha detto Arnoldi, «le alternative restano poche. Musica, cinema, teatro, biblioteche continuano a essere dei miraggi. Il problema è innanzitutto culturale». La serata è stata un viaggio tra le inquietudini del vivere in montagna, che a Belluno sono evidenziate anche dall'alto tasso dei suicidi, triplo rispetto a molte zone della pianura. L'argomento è stato trattato con garbo ma realismo: «Non è facile dire il perché di questi numeri, certo la solitudine spesso gioca un ruolo fondamentale», ha detto Arnoldi, che ha parlato anche della rarefazione sociale delle nostre vallate».

A tal proposito il sindaco Malacarne ha evidenziato le difficoltà e i propositi del Comune: «L'importante è intercettare il disagio prima che esso diventi patologico. Con i giovani dobbiamo fare un'opera di partecipazione che parta dalle scuole. Con il nuovo centro giovani vogliamo perseguire proprio questa strada. Lo stesso discorso vale per tutte le fasce della popolazione. L'essere comunità deve essere vissuto in maniera diversa: non come una prigione o una società chiusa, ma come uno spazio comune di idee e di persone che si accettano per quello che sono».

Fonte: Corriere delle Alpi
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I quadri di Buttignol nella chiesa di Arina

13 agosto 2013

di Anna Minazzato

Il vescovo Andrich ha celebrato la messa prima della grande festa con 1.200 pasti serviti

LAMON. Così domenica la chiesa di Arina, gremita di gente in preghiera per la Madonna della Neve, si è vestita di colori. Le opere del pittore Giancarlo Buttignol sono state presentate alla comunità e benedette dal vescovo Giuseppe Andrich che ha inoltre rivolto un messaggio al mondo del lavoro per i giovani alla ricerca di un impiego. Il pittore è originario di Orsago, in provincia di Treviso, ed ebbe modo di conoscere Arina grazie alla zia che per quindici anni aveva insegnato nella scuola del paese di cui era innamorata e dove amava passare le ferie in compagnia dei familiari.

Così Buttignol tempo fa ha proposto alla parrocchia di abbellire la chiesa con la sua pittura. Proposta accettata e l’artista si è dato da fare per realizzare i quadri che ora si possono ammirare nell’edificio sacro. I temi sacri traggono ispirazione dalla tradizione rinascimentale, ma sono stati rivisitati in chiave personale e moderna. I due quadri ai lati dell’altare (tre metri per due) rappresentano la Natività e la Moltiplicazione dei pani e dei pesci, mentre sopra l’entrata è stata collocata la scena dell’Ultima cena. Nel primo quadro si intravede una veduta notturna di Arina, nell'altro sullo sfondo si scorge il Monte Coppolo.

In concomitanza con le iniziative religiose, è riuscita alla grande la festa organizzata dal volontariato arinese. I cuochi di Arina hanno girato il mondo e hanno tutti esperienza. Circa milleduecento i pasti serviti. La dura fatica nell’organizzare la sagra si è dunque trasformata in soddisfazione. Il baccalà è stato ieri il piatto forte: centocinquanta porzioni all’una erano già state servite. A ben guardare i piatti raccolti sparecchiando dai volontari impegnati nella cucina dell’ex collegio “Casa della gioventù” molto apprezzati sono stati il cinghiale in umido, la frittura mista e gli spaghetti allo scoglio.

Tanti i vassoi di grigliata mista e carne di pecora affumicata finiti nel bidone della plastica immancabilmente vuoti. Un po’ sotto le aspettative, solo la cena. Ma giovedì si ritorna a festeggiare, questa volta, per la fondazione della famiglia ex emigranti e Arinesi nel mondo con la consegna del gonfalone da parte del Presidente dei Bellunesi nel Mondo Oscar De Bona. Così il programma: alle 10.30 la messa nella chiesa di Arina, alle 11.30 la cerimonia di benedizione del labaro e alle 12.30 pranzo. Poi musica, lotteria e canti nostrani. Aperta la mostra con i quadri del pittore Giancarlo Buttignol.

Fonte: Corriere delle Alpi
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Cinema all’aperto in piazza Duomo Si proietta “Home”

13 agosto 2013

LAMON. Film su un tema interessante e attuale: in un mondo in cui in pochi decenni l’uomo ha rotto l’equilibrio di 4 miliardi di evoluzione della Terra, emerge il bisogno di ripensare il nostro rapporto con la natura. Il film “Home” sarà proiettato questa sera alle 21 in piazza Duomo. Il regista Yann Arthus-Bertrand offrendo immagini di 50 Paesi visti dal cielo apporta il suo primo mattone per ricostruire la casa che tutti abitiamo. Ingresso libero e gratuito.

Fonte: Corriere delle Alpi
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A Ferragosto Arina avrà la sua Famiglia ex emigranti

11 agosto 2013

LAMON. Oggi proseguono i festeggiamenti nella frazione di Arina legati alla Madonna della Neve che accompagnerà residenti, visitatori e turisti in questo periodo di Ferragosto. Un altro regalo lo sta preparando l’associazione Bellunesi nel mondo. Giovedì 15 si costituirà ufficialmente la “Famiglia ex emigranti ed emigranti di Arina”. L’idea è nata dal presidente della Famiglia bellunese di Lugano, Severino Malacarne, originario della pittoresca frazione. In meno di un anno Malacarne è riuscito a costituire un valido comitato che organizzerà e seguirà tutte le attività della nuova Famiglia.

La giornata avrà un ricco programma. Alle 10.30 sarà celebrata la messa dal parroco don Vittorio, di seguito si terrà la consegna ufficiale del gagliardetto da parte del presidente Abm, Oscar De Bona con la presenza del sindaco di Lamon, Vania Malacarne, e di altri rappresentanti di Associazioni locali. A completare l’evento un pranzo comunitario presso la “Casa della gioventù”, una lotteria, balli e canti accompagnati da musiche nostrane.

Fonte: Corriere delle Alpi
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Strada di Rugna sistemata chiuso l’iter della discarica

10 agosto 2013

di Raffaele Scottini

Lavori in corso grazie a Veneto Strade, l’area sarà ripristinata con erba e piante il Comune di Lamon deve sostenere la spesa di 20mila euro per i terreni

LAMON. Entro la fine dell'anno sarà completata l'opera di adeguamento necessaria alla chiusura definitiva della discarica per rifiuti inerti dei Tombin de Rugna. I lavori (che sono iniziati lunedì) prevedono il rifacimento della strada con un ampliamento della carreggiata e un aggiustamento delle curve per migliorare l'attuale scarsa visibilità, con un beneficio per la viabilità anche in direzione Rugna, Costa e San Donato. Ad annunciarlo è il sindaco dell'altopiano Vania Malacarne, che spiega come l'intervento risulti compreso tra quelli di ristoro concordati tra l'amministrazione e Veneto Strade nell'ambito dei lavori di allargamento della Sp 40 Val Senaiga (terzo stralcio).

Con la rimozione del manto d'asfalto dal vecchio tratto di strada sono previste anche operazioni di ricomposizione ambientale, come prescritto dalla Soprintendenza per i beni paesaggistici (che chiede il riporto di terreno e il successivo inerbimento o piantumazione di specie arboree autoctone). Procede così verso l'attesa conclusione il lungo e impegnativo iter di chiusura dell'ex discarica, la cui attività è sospesa da settembre 2003, mentre il progetto di adeguamento consistente nella realizzazione del nuovo tracciato viario e nell'impermeabilizzazione dell'area di pertinenza è stato approvato ad aprile 2011 dalla Provincia (settore Ecologia).

Nel piano era inserita la predisposizione di tre piezometri (dispositivi che permettono di individuare la quota che raggiungerebbe un fluido se fosse lasciato libero), già installati, per il controllo del livello della falda e della composizione delle acque sotterranee. Poi, «il 27 dicembre 2012 il Comune e Veneto Strade hanno sottoscritto una convenzione per la realizzazione del nuovo tracciato stradale previsto nel progetto di adeguamento comprensivo dell'impermeabilizzazione dell'area interessata dalla strada», spiega il sindaco dell'altopiano. L'azienda provvederà all'esecuzione delle opere come da piano autorizzato dalla Provincia e a suo carico sono anche i costi, salvo l'acquisto dei terreni (20 mila euro) che è in capo al Comune. Oltre all'adeguamento della larghezza della strada e delle curve con un beneficio per la visibilità, ora scarsa, «grazie a questa ulteriore e preziosa collaborazione con Veneto strade», prosegue Vania Malacarne, «si migliora la viabilità anche in direzione Rugna, Costa e San Donato e si conclude l'annoso e impegnativo iter di chiusura della ex discarica dei Tombin de Rugna».

Fonte: Corriere delle Alpi
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Alcol, solitudine e suicidi ne parla il sociologo Arnoldi

9 agosto 2013

LAMON. Sarà il sociologo Christian Arnoldi l’ultimo ospite della rassegna “Una montagna di ragioni per restare”. Dopo gli incontri con Annibale Salsa, past president nazionale del Cai, e Luca Mercalli, volto tv di Che tempo che fa e presidente della società metereologica italiana, domani tocca al giovane studioso trentino affrontare il tema della montagna. Lo farà da una prospettiva scomoda quanto coraggiosa, quella del disagio esistenziale che spesso caratterizza la vita in zone particolarmente isolate: l’abuso di alcol, la solitudine, l’alto tasso di suicidi e il senso di smarrimento di fronte alle novità “esterne”. L’appuntamento è nella chiesa di san Daniele.

«Con Salsa e Mercalli abbiamo affrontato il tema della montagna dal punto di vista politico, antropologico, ambientale. Chiuderemo il cerchio guardandoci dentro e analizzando in maniera anche spietata le contraddizioni del vivere in montagna, una vita che non è sempre rose e fiori», afferma il sindaco Vania Malacarne.

«Con Arnoldi ci concentreremo su questi fantasmi e su come le fasce più deboli in montagna siano più deboli che altrove. La mancanza di autoconsapevolezza ci porta a pensare che certi nostri atteggiamenti o prospettive siano scontati, ma spesso sono il frutto di strategie adattive ad un contesto di fatiche e frustrazioni. Il tema di quest'ultima serata è ancora più delicato e difficile». Arnoldi è un esperto in sociologia delle devianza, autore del libro “Tristi Montagne” e ricercatore al Museo degli Usi e Costumi della gente trentina di San Michele all’Adige

Fonte: Corriere delle Alpi
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Esce Dall’Agnol entra Malacarne

6 agosto 2013

Esce Oscar Dall'Agnol, entra Vania Malacarne. Così è deciso dall'area omogenea Lamon-Seren-Arsié che ha dovuto esprimersi per la surroga dell'ex consigliere con delega al sociale del Comune arsedese, di recente travolto dalla crisi di maggioranza. La surroga del resto è ad interim, come si è fatto presente in conferenza, considerato che il prossimo anno andranno a rinnovo amministrativo dieci Comuni su diciotto ponendo la necessità di ripuntualizzare l'esecutivo. Non sono mancati i ringraziamenti a Oscar Dall'Agnol che da anni ormai rappresenta le due Usl provinciali alla conferenza regionale per la programmazione sanitaria e socio-sanitari. Con risultati ottimali per l'Usl di Feltre.

Fonte: Corriere delle Alpi
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Musei per tutti, ora c’è la Carta

31 luglio 2013

FELTRE. Quella rossa è per i turisti, quella blu per le scuole e quella verde per le famiglie con bambini. Sono fresche di stampa e pronte per essere vendute le tre carte musei del Feltrino che consentiranno l'accesso a prezzo agevolato ai circuiti culturali dei comuni che hanno aderito prontamente all'iniziativa, primi fra tutti Feltre e Cesiomaggiore. Al progetto si sono aggiunti progressivamente anche Alano di Piave, Mel, Lamon e l'unione Sette Ville con Quero e Vas, che in questo modo hanno fatto entrare nel circuito promozionale i propri patrimoni museali. Le strutture messe in rete sono la galleria di arte moderna "Carlo Rizzarda" e i musei civico e diocesano di arte sacra di Feltre; i musei etnografico e della bicicletta "Toni Bevilacqua" di Cesiomaggiore; il museo civico storico territoriale di Campo di Alano di Piave; il museo del Piave "Vincenzo Colognese" di Vas. A questi si aggiungono il teatro la Sena e altri quattro centri a fruizione gratuita, ma inseriti volutamente nel pacchetto della carta musei per poter incentivare un turismo culturale itinerante: l'area archeologica di piazza Duomo e il museo dei sogni e della memoria, coscienza e presepi di Feltre, assieme ai musei civici archeologici di Mel e Lamon.

A corredo della carta musei, il consorzio turistico Dolomiti Prealpi che si è fatto attivo promotore dell'iniziativa ha stampato in 40 mila copie un depliant contenente le informazioni essenziali sul servizio e sui siti da andare a visitare. «Ne sono state stampate anche 5 mila copie in tedesco e 5 mila in inglese, tradotte gratuitamente dal consorzio», precisa Tiziana Casagrande, conservatrice dei musei feltrini, «queste saranno messe in distribuzione da venerdì». «Il progetto Carta musei del Feltrino si propone di intensificare le sinergie per proporre un'offerta culturale ampliata e intercettare così un maggior numero di turisti», spiega il sindaco di Feltre Perenzin, «per il lancio dell’iniziativa abbiamo puntato sulle strutture già riconosciute come musei a livello regionale, ma l'obiettivo è di estendere la rete a tutte quelle piccole realtà che anche se non ufficializzate contribuiscono alla diffusione della cultura nel nostro territorio, e che consentiranno la creazione di percorsi a tema». La carta per il turismo costa 9 euro, dura 3 mesi e consente un unico accesso gratuito per sito. La carta per la scuola è valida per un anno, costa 3,50 euro per ogni classe e consente accessi illimitati. Infine la carta per la famiglia costa 10 euro, vale per tre mesi e consente un solo ingresso gratuito ad ogni famiglia con almeno un figlio minorenne. «In birreria e fuori dal bar Bianco saranno installati dei totem informativi. Le attività associate al consorzio praticheranno degli sconti a tutti i possessori della carta». A promuovere l'iniziativa ci sono anche la Provincia e la Fenice e Ars sacra.

Fonte: Corriere delle Alpi
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Mercalli: risparmiare per vivere meglio

31 luglio 2013

LAMON. Ha cercato di svicolare dicendo di non conoscere l’argomento. Alla fine, ad una nuova domanda sulle centraline, sul loro proliferare e sulle proteste dei cittadini, Luca Mercalli è stato lapidario: «Copiate dalla Val di Susa». Cioè informate e protestate.

Lui, volto noto della trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, giornalista, divulgatore scientifico e presidente della Società Meteorologica italiana, conosce bene la Val di Susa, visto che ci abita. E ne conosce le problematiche relative alla costruzione della Tav.

Per Mercalli, l’informazione e la divulgazione sono fondamentali. Lui è un fautore delle energie rinnovabili, dell’abbattimento degli inquinanti, della riduzione dei rifiuti. Ha scritto un libro nel 2011 dal titolo «Prepariamoci - A vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza...e forse più felicità», che Cristian Arboit, moderatore della serata, ha presentato.

«Fino al 1985 i sei miliardi di abitanti della terra vivevano sugli interessi degli ecosistemi, dal 1986 stiamo intaccando il capitale. Per mantenere i sette miliardi e passa di abitanti attuali servono le risorse di una terra e mezza». Ha portato molti esempi dei disastri che l’uomo ha creato in pochissimi decenni al nostro sistema ambientale, partendo proprio da Lamon. Quando il sindaco Vania Malacarne ha incontrato Mercalli ad un convegno a Chivasso e lo ha invitato a venire a Lamon a spiegare le sue teorie, il primo cittadino aveva ricordato che i lamonesi erano ottomila 50 anni fa, ed ora sono 3000. «Ottomila abitanti, al giorno d’oggi, porterebbero al collasso il paese: pensate ad avere tre volte le auto attuali, servono i parcheggi e le strade; ad avere l’acqua, i servizi, gli spazi per tutte queste persone. Meglio che Lamon pensi a mantenere gli attuali abitanti». Mercalli ha parlato anche di risparmio energetico: con tutti gli accorgimenti applicati nella sua casa in Val di Susa in un anno ha speso 270 euro per riscaldarsi, il suo vicino 9.000 euro. Certo, ha investito parecchio per farlo, ma lo Stato finanzia il 65 per cento e in pochi anni rientra dei soldi investiti.

Fonte: Corriere delle Alpi
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